Autodeterminazione per il cittadino

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso per conflitto di poteri con la Magistratura sollevato dalle Camere. I liberali erano stati contrari all'epoca (vedi lettera 17 luglio 2008 ) perché sollevare il conflitto in questo caso segue una evidente linea illiberale. "Nemmeno di fronte alla decisione della Corte Costituzionale di dichiarare inammissibile il conflitto di poteri sollevato dalle Camere nei confronti della Magistratura sul caso Englaro, il sen. Quagliarello, vice capogruppo del Popolo della Libertà al Senato, riesce a ricuperare una concezione liberale dei rapporti tra il cittadino e la legge. Per lui la Corte Costituzionale sarebbe pilatesca perché non impedisce alla Magistratura di giudicare ogni specifico caso nel quadro delle leggi esistenti: dovrebbe poter giudicare solo sui casi espressamente regolati dalle leggi. Questo è il principio dello Stato etico non dello stato liberale. Nello stato liberale la Magistratura può sentenziare  legittimamente alla luce dei valori e dell’organizzazione generale del sistema costituzionale anche in mancanza di leggi espressamente regolatrici della materia specifica. Lo scorso luglio i liberali avevano scritto ai singoli parlamentari per invitarli ad esprimere un voto negativo sulla proposta del Popolo della Libertà di sollevare questo conflitto. Non fummo ascoltati, ma avevamo costituzionalmente ragione. Solo in uno Stato Etico un cittadino può fare solo quello che una norma di legge  gli consente in modo esplicito. Così la comunità può   fissare i comportamenti "giusti" di ogni cittadino, imponendo all’individuo di conformarsi all’identità collettiva. La convivenza è ridotta ad una sorta di habitat computerizzato in cui ognuno può fare solo quello che è previsto faccia nel programma di avvio. Per fortuna , la vita non funziona così, essendo aperta alle più strepitose evoluzioni. Perciò, in occidente, le leggi  non partono da  una simile pretesa comunitaria. Le leggi (modificabili attraverso dibattito e partecipazione ) imperniano i rapporti di convivenza  sulla libertà di ognuno  e, scontando la conseguente variabilità e imprevedibilità, stabiliscono che un cittadino possa fare tutto ciò che non è vietato. Di più, per rafforzare questa impostazione ed evitare chiusure politico ideologiche, separano il governare e il fare le leggi dal valutare l’applicazione  delle leggi vigenti , in modo appunto che sia un altro organo dello Stato a valutare se il modo di vivere la propria libertà violi in qualche modo la libertà altrui o altre leggi. Con questo istruttivo precedente, anche quando i parlamentari esamineranno la legge sul testamento biologico, dovrebbero tener presenti i principi di una concezione liberale della convivenza. All'individuo cittadino occorre lasciare la possibilità di autodeterminarsi e di dare  le direttive anticipate ai medici per il caso di gravi danni che impedirebbero di esprimere al momento la  propria volontà sui trattamenti di sostegno estremi. Insomma, l'autodeterminazione deve valere sempre, a meno che un imprevedibile progresso scientifico abbia nel frattempo mutato i termini del problema. Invece vi sono troppi politici che, volendo contentare una certa gerarchia, vorrebbero una legge sul testamento biologico che affidi al medico un ruolo centrale di vaglio e di decisione, al di là della volontà dell'interessato, dando all'esecutore testamentario la possibilità di agire come gli pare e non secondo le volontà del testatore. E' indispensabile applicare sempre il principio costituzionale della libertà del cittadino. Chi non vuol farlo non è liberale e deve essere avversato senza tregua  dai liberali ." Lo ha dichiarato Raffaello Morelli, Presidente della Federazione dei Liberali