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Un articolo del professore della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Emanuele Rossi, pubblicato dal Tirreno, è stato seguito da questo di Raffaello Morelli che affronta ancora una volta la questione segnalata dai liberali da quasi due anni: visto che il sole berlusconiano è ormai pressoché tramontato e che il Presidente Napolitano rifiuta (meno male) di sostituirsi al Parlamento, cosa propone l'opposizione per il dopo Berlusconi?
MA LA SINISTRA NON PREPARA
L’ALTERNATIVA A BERLUSCONI
di Raffaello Morelli
Nell’articolo “Per rimuoverlo solo la sfiducia”, il professor Emanuele Rossi illustra in modo professionale ed inappuntabile che il governo Berlusconi può cadere solo con un voto in Parlamento. Lo aveva già scritto in precedenza. Ora i suoi argomenti sono più espliciti. Non vi sono margini di manovra costituzionali, scrive. Occorre un atto del Presidente del Consiglio o della maggioranza che lo sostiene. Questo cambio di tono non pare casuale. Infatti l’opposizione chiede tutti i giorni che Berlusconi si dimetta, dopo aver tentato di coinvolgere il Presidente della Repubblica nella rimozione per giusta causa. Ovviamente Napolitano non ci pensa neppure e continua a dirlo almeno dall’inverno del 2010: lui non farà un passo finché la maggioranza parlamentare sorreggerà il Governo. Dunque, è bene che tutti proclamino con sempre più evidenza i dati costituzionali. Sorge allora un problema. Chi non condivide la politica del centro destra deve rassegnarsi ad attendere gli eventi? Proprio no. Basterebbe l’impegno - che ci vorrebbe e che non c’è - per definire il progetto concreto di cose da proporre che, tessuto tra chi su di esso concorda, costuisca un’alternativa propositiva e credibile. Eppure l’articolo del professor Rossi di queste cose non parla. Alle inappuntabili considerazioni, fa seguire due paragrafi politici coerenti al clima della sinistra. Parlano solo della gravità che non vi sia nella maggioranza chi si rende conto della situazione e sia capace di compiere un atto di misericordia per il paese. Scrivendo solamente questo, la tesi complessiva diviene contraddittoria. Siccome la tesi iniziale è indubbia (occorre la sfiducia parlamentare), è poi contraddittorio non preparare indicazioni ed alleanza per renderla possibile. A meno di non illudersi che bastino lacrime e moralismo perché sia scontato che nel dopo Berlusconi sia sicura una maggioranza politico elettorale non di centro destra. Alla presa di atto della realtà costituzionale e politica, dovrebbe seguire l’impegno reale per stabilire che cosa si vuole e con chi si vuole. Alla scadenza elettorale ormai mancano 20 mesi scarsi. Al massimo.
Raffaello Morelli
Il Tirreno 23 settembre 2011