La Federazione dei Liberali
aderisce al Comitato
Batti il Referendum Elettorale
Il Consiglio Italiano del Movimento Europeo ha espresso una significativa posizione nel momento dell'entrata in vigore del nuovo Trattato di Lisbona. Accogliendo l'invito rivolto dal Presidente del CIME, sen.Zanone, a tutti i suoi aderenti , riportiamo il rilevante documento che testimonia come il cammino europeo, iniziato con il contributo determinante del liberale Gaetano Martino, continui ad aver bisogno di un costante impegno politico per costruire passo a passo istituzioni fondate sulla libertà del cittadino.
Il Consiglio Nazionale del Consiglio Italiano del Movimento Europeo, riunito a Roma il 15 dicembre 2009,
prende atto
dei progressi in direzione della democratizzazione e del rafforzamento istituzionale dell’UE contenuti nel Trattato di Lisbona entrato in vigore il 1° dicembre 2009;
sottolinea in particolare:
- la notevole estensione del controllo parlamentare, derivante della procedura di codecisione Parlamento-Consiglio fondata sul voto a maggioranza che comprende settori rilevanti come politica energetica ed immigrazione;
- la nomina del Presidente della Commissione che deve tenere conto dei risultati delle elezioni europee;
- l’ampliamento della cittadinanza europea soprattutto attraverso l’iniziativa legislativa popolare;
- il riconoscimento giuridico della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, che conferma il primato europeo nella cultura dei diritti e delle libertà individuali;
- la presidenza stabile del Consiglio europeo;
- il ridisegno del profilo istituzionale dell’Alto rappresentante della PESC, che presiede il Consiglio per le relazioni esterne, diventa Vicepresidente della Commissione ed ha a disposizione un servizio europeo per l’azione esterna;
- il superamento della struttura a tre pilastri – l’Unione economica e monetaria, la politica estera e di sicurezza comune, la giustizia e affari interni (questo settore passa quasi completamente dal sistema intergovernativo a quello comunitario) – e, quindi, l’acquisizione della personalità giuridica da parte dell’UE;
- l’introduzione della cooperazione strutturata nel campo della sicurezza e della difesa;
- l’istituzionalizzazione, per la revisione dei trattati, del metodo della Convenzione, la quale può essere convocata a maggioranza semplice da parte del Consiglio europeo su iniziativa del Parlamento europeo, della Commissione e dei governi;
rileva tuttavia
- il permanere del metodo intergovernativo, fondato sul principio confederale del veto nazionale, in settori fondamentali per la vita dell’UE, in particolare la politica estera e di sicurezza, la difesa, le risorse proprie, la conferenza intergovernativa che deve approvare all’unanimità le proposte di revisione dei trattati e sottoporle a ratifica unanime;
- il metodo intergovernativo comporta d’altra parte che il Parlamento europeo e la Commissione restino in ultima analisi subordinati al Consiglio europeo e che perciò non siano in grado di esercitare un ruolo di iniziativa e di proposta pienamente autonomo;
resta pertanto nella convinzione:
che il Trattato di Lisbona non attribuisca all’UE la capacità di dare una risposta all’altezza delle sfide essenziali di fronte a cui si trova, cioè:
- alla necessità di un efficace governo dell’economia europea che completi il mercato comune e l’unione monetaria;
- alla necessità che l’UE diventi un attore globale capace di svolgere un ruolo positivo e determinante in un mondo in bilico fra un’anarchia catastrofica e la costruzione di istituzioni e politiche globali in grado di governare il destino comune dell’umanità;
- alla crisi di consenso rispetto all’unificazione europea che si manifesta nell’insorgenza di tendenze populistiche, nazionalistiche, xenofobe;
ritiene
che queste sfide impongano di procedere finalmente alla realizzazione di una federazione europea in senso pieno come indicato quasi sessant’anni fa dalla Dichiarazione Schuman, e che d’altra parte il trattato di Lisbona consenta di compiere un tratto di strada in questa direzione; che di conseguenza si debbano rafforzare vicendevolmente sia l’impegno a favore degli obiettivi possibili nel quadro istituzionale del Trattato di Lisbona, sia il rilancio del processo costituente della federazione europea;
sollecita
il Parlamento europeo e la Commissione ad operare nella prospettiva dei seguenti obiettivi:
- incrementare le risorse di bilancio dell’UE con l’introduzione di imposte europee senza aggravio della pressione fiscale complessiva e con l’emissione di Union Bonds per gli investimenti, in un quadro coordinato di controllo europeo e nazionale della spesa e del debito pubblico, al fine di sostenere un piano di uscita dalla crisi finanziaria ed economica attraverso: la riconversione produttiva verso l’economia della conoscenza, una chiara politica europea basata sulla lotta alla disoccupazione e alla precarietà, l’attivazione di una politica europea dell’energia, ecologicamente sostenibile;
- attribuire all’Eurogruppo una reale autorità politica, inclusa la rappresentanza unica nel FMI, per promuovere una riforma del Fondo Monetario Internazionale nella prospettiva della moneta mondiale;
- esercitare un ruolo guida sul terreno delle politiche ambientali tramite la proposta di creare un’Organizzazione ambientale mondiale sul modello della CECA, per contribuire al finanziamento della riconversione in senso ecologico dell’economia mondiale;
- creare le condizioni dell’attribuzione all’UE di un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU;
- attivare al più presto una cooperazione strutturata permanente per unificare le forze armate degli Stati europei e migliorarne la capacità di intervento nelle operazioni di peace keeping, peace building e peace enforcing; e per sostenere la politica di riduzione degli armamenti nucleari;
- delineare una politica europea dell’immigrazione e dell’asilo, dell’inclusione e della cittadinanza europea anche sulla base del concetto di residenza;
- attivare un servizio civile europeo generalizzato, per potenziare il Servizio volontario europeo e il Corpo volontario europeo di aiuto umanitario, istituito dal Trattato di Lisbona, per promuovere nelle giovani generazioni l’impegno per i valori della solidarietà e della partecipazione e il lealismo verso le istituzioni europee e mondiali;
- adottare una procedura uniforme per la elezione del Parlamento europeo e consentire agli elettori di votare per candidati alternativi alla presidenza della Commissione europea;
- sulla base di quanto sopra, riattivare i processi di adesione dei paesi che attendono di entrare nell’Unione, e le politiche per lo spazio comune con gli altri paesi mediterranei;
afferma
che la piena capacità di agire dell’UE dipenderà dalla sua evoluzione verso una Federazione da realizzarsi anche da una avanguardia di stati membri, se non ci sarà l’unanimità; che per raggiungere questo obiettivo è necessario convocare una Convenzione dotata di poteri costituenti e che possa dunque decidere a maggioranza; che il testo costituzionale debba essere sottoposto a un referendum europeo da attuarsi nello stesso giorno e con le stesse modalità nei paesi dell’Unione, per conferirgli forza politica e legittimità democratica e per consentirne l’entrata in vigore se approvato da una maggioranza qualificata di cittadini e di stati;
si impegna
a condividere l'iniziativa federalista di una campagna per la federazione europea; ad attivare lo strumento della democrazia partecipativa sia per attuare sia per riformare il Trattato di Lisbona; a partecipare all’organizzazione di Convenzioni dei cittadini europei a vari livelli, per dimostrare come gli obiettivi che più interessano i cittadini, i partiti, i movimenti della società civile, i sindacati, gli amministratori regionali e locali si possano raggiungere attraverso una Convenzione costituente, che dia un governo e una Costituzione federali all’UE;
nel quadro di questa azione il CIME si impegna in particolare
- a realizzare una serie di convegni aventi come filo conduttore comune la campagna complessiva che abbiamo delineato;
- a proseguire ed estendere l’attività già svolta prima del voto europeo nel mondo della scuola e della formazione, in particolare con progetti concernenti il raccordo fra formazione ed occupazione adeguato agli standard europei;
- a collaborare alla realizzazione di una Convenzione sui beni pubblici europei;
- a promuovere un incontro fra l’Intergruppo federalista del Parlamento europeo e l’Intergruppo federalista del Parlamento italiano che abbia come obiettivo il favorire la formazione di Intergruppi federalisti negli altri parlamenti nazionali ed anche nei consigli delle regioni d’Italia, in modo da realizzare, a livello della democrazia rappresentativa, una grande alleanza per la federazione europea.