La Federazione dei Liberali
aderisce al
Comitato per l'Acqua,
proprietà e controlli
pubblici, gestione libera
Le dichiarazioni del Presidente della Camera a Genova alla festa del PD ( «Per il ddl sul testamento biologico non si tratta di favorire la morte, ma di prendere atto dell' impossibilità di impedirla e far decidere la persona, i familiari o il medico. Farò quel che posso perché venga corretto il testo che difetta nel rispetto di questo principio ». «Nessuna crociata contro la Chiesa, ma se qualcuno dice che bisogna fare quel che dice il Vaticano io dico di no. Il Parlamento ha il diritto di legiferare») hanno suscitato il giorno dopo una dura reazione in ambienti del Popolo della Libertà che è stata immediatamente criticata da Raffaello Morelli, presidente FdL.
Secondo i senatori Gasparri e Quagliarello, capogruppo e vice del Popolo della Libertà, la norma sul testamento biologico approvata lo scorso marzo dal Senato e ora in discussione alla Camera, esprime il libero convincimento dei senatori e non può esser tacciata di clericalismo. La loro è una frase senza senso. Anche i clericali hanno dei liberi convincimenti. Che restano convincimenti clericali.
Nel caso, come si dovrebbe definire, se non clericale, una norma che ha denominato testamento biologico un atto che il cittadino può fare ma di cui, ai sensi dell'art. 4 comma 6 e dell'art.7 comma 1 , il medico può tranquillamente non tener conto ? Una norma che oltretutto all'art.3 comma 5, esclude alimentazione e idratazione dal testamento biologico perché non sarebbero trattamenti medici invasivi, come viceversa ha stabilito la quasi totalità degli scienziati? Mutare alla Camera questa norma è un'esigenza di laicità valida per tutti i cittadini, credenti o non credenti.
L'uscita dei sen. Gasparri e Quagliarello è l'ennesimo episodio che deve spingere a imperniare una politica per la civile convivenza sulla difesa diffusa della laicità delle istituzioni modellata sul principio della separazione tra Stato e Chiesa. C'è un primo passo da fare. Capire che l'avversario della laicità non sono la religione e le gerarchie religiose, cosa questa non chiarita bene neppure nelle parole del Presidente della Camera. L'avversario sono i teo-con, vale a dire i politici e i cittadini ordinari, che cercano di soffocare le libere determinazioni di ciascuno, credente o non credente, assoggettandole al conformismo dei modi di vita di qualcuno, fosse anche la maggioranza E che spesso lo fanno neanche per convincimento ma per convenienza di potere.
27 agosto 2009